

Alleanza, vincolo, promessa: questo è Blum. Un patto indissolubile che unisce sei amici d’infanzia, le cui vite si sono disperse nel turbine dell’età adulta. Attraverso gli occhi di Alex riviviamo le peripezie di una banda di dodicenni, in una storia che intreccia la gioia innocente di allora con le amarezze e le difficoltà di un presente in cui si ritrovano, a quarant’anni, disillusi e affranti. Come spezzare la monotonia della maturità? Il ritorno all’infanzia sarà la chiave giusta? Mosse da questa speranza, le vecchie amicizie si ricompongono e vanno alla ricerca di uno specchio leggendario, capace, a loro dire, di compiere viaggi nel tempo.
RECENSIONI
Maria Rocchi
Blum è una lettura immersiva, sospesa tra passato e presente, una storia che invita a riflettere sul peso e sulle difficoltà della vita adulta. La scrittura è limpida emozionante e intima. Capace di restituire con sensibilità gli stati d’animo più profondi dei protagonisti permettendo al lettore di riconoscersi nell’ego delle loro fragilità emotive. La storia trasmette una consapevolezza preziosa, quella che la maturità va accettata senza rimpianti e affrontata con responsabilità, alleggerendo l’anima dai macigni emotivi con il tocco di quella leggerezza tipica della gioventù. È una lettura che invita alla riflessione e suggerisce che la vera magia non sta nel tornare indietro e vivere nel passato, ma nel modo in cui si sceglie di abitare il presente, nel modo in cui guardiamo e accogliamo ciò che la vita ci riserva. Trasformiamo i nostri macigni in aquiloni.
Sara
Ho terminato giusto adesso Blum e devo dire che, nonostante non sia il mio genere, l’ho apprezzato parecchio. Mi sono piaciuti i salti temporali e soprattutto ho amato l’amicizia dei ragazzi.
L’ho trovata una lettura molto profonda, soprattutto per i temi trattati. L’amicizia, la perdita e la rinascita sono temi delicati ma essenziali e Gianluca li ha trattati benissimo. La storia mi ha intrigato tantissimo. Blum è anche risate, dolore, riscatto. Gianluca con la sua scrittura è in grado di sballottare il lettore in un mondo che si divide tra presente e passato. I temi sono trattati con rispetto e un po’ di ironia. Romanzo utile per chi si è un po’ perso e ha paura di non ritrovare la strada di casa.
Veronica
Blum è molto più di un romanzo: è una promessa, un vincolo, un sogno condiviso. Gianluca ci regala una storia che parla di amicizia vera, di legami che resistono al tempo, della nostalgia per ciò che siamo stati. Un libro che scalda il cuore e fa riflettere, perfetto per chi ama le storie dal sapore autentico. Alex ci accompagna attraverso un doppio binario temporale: l’estate del 1988 e quella del 2018. Due epoche lontane ma profondamente intrecciate, come lo sono le vite di sei amici d’infanzia, legati da un patto chiamato Blum, si perdono di vista crescendo ma un evento inaspettato lì riunisce da adulti. Disillusi e segnati dalla vita, si aggrappano a un’idea folle e poetica: trovare uno specchio capace di farli viaggiare nel tempo tra gioia infantile e durezza adulta, tra sogno e realtà, tra il bisogno di risposte e la voglia di ricominciare. Ogni pagina è intrisa di nostalgia, malinconia e speranza. I paesaggi descritti con cura, le emozioni che vibrano sotto la superficie, la colonna sonora implicita degli Anni 80, tutto contribuisce a creare un mondo credibile e immersivo. Leggerlo è come sfogliare un vecchio album di foto e sentirne ancora il profumo. Consigliato a chi ha vissuto un’amicizia che ha segnato la propria vita, a chi ha nostalgia degli Anni 80 e 90, a chi ha rimpianti e cerca una forma di riscatto, a chi cerca una lettura che faccia riflettere su tempo e scelte. Blum è un viaggio nel passato e nel cuore, una storia che parla di amicizia, sogni interrotti e speranze ritrovate, con la delicatezza che solo una penna sensibile può offrire. I personaggi sono reali, vicini, quasi familiari. Le emozioni… quelle restano anche dopo lultima riga. Gianluca ci invita a guardare indietro, non con rimpianto ma con amore, per riconoscere quel filo invisibile che ancora ci lega a ciò che eravamo. Un romanzo capace di toccare chiunque abbia amato, perso e voluto ricominciare.
Stefania Piras
Quanti fra noi vorrebbero tornare indietro nel tempo, per non commettere errori che ancora oggi bruciano, che hanno cambiato il destino? Tornare indietro al tempo della spensieratezza, quando tutto ancora era possibile, tutto si poteva costruire? In un rimpallo tra passato e presente, che si sfiorano e si incontrano continuamente, si snoda la storia di sei amici d’infanzia, legati da un’alleanza che neanche la morte può spezzare, e da un segreto che li porterà dopo anni a ritrovarsi e interrogarsi. Questo e altro si respira in Blum, il nuovo libro di Gianluca Piattelli, che con delicatezza descrive le angosce dell’animo, i rimpianti e la rassegnazione di chi, da adulto, vede la propria vita così diversa da come l’aveva immaginata. Una bella lettura che mi ha colpito e in alcuni tratti commosso, per ciò che trasmette. Consigliato!
Alessandra Ferraro
La scrittura, si sa, ha un grande potere, quello del prendersi cura: chi scrive cura in primis se stesso e poi gli altri. Non siamo esseri perfetti ma funamboli in bilico sul filo della vita esposti agli imprevisti, alle battute d’arresto, alle paure e spesso alla mancanza di coraggio. Due cose importanti dovremmo però imparare a fare: perdonarci e, apprendendo dalle nostre mancanze, a migliorare ricominciando.
Sono queste le parole di uno scrittore anonimo che lessi tanto tempo fa da qualche parte, che appuntai – come faccio ogni qualvolta qualcosa mi colpisce, quando per qualche strano caso sento che mi appartiene – e che mi sono tornate in mente nel momento in cui ho terminato la lettura dell’opera Blum di Gianluca Piattelli, un autore che riserva sempre interessanti sorprese e mai delude, come quest’altra volta che ci dona una storia commovente e verosimile. Protagonista è la Combriccola dei Ganzi composta di sei ragazzini preadolescenti: Alex, Cino, Guido, Pietro, Trippy e Giada, uniti da un rapporto di genuina amicizia. Inoltrandosi nelle pagine dell’autore è quasi impossibile non rivedersi nei sogni, nelle aspettative, nella purezza e spontaneità di questi ragazzini dodicenni. Si ha l’impressione di assistere a un film già visto, quello che scorre nella mente del lettore che ripercorre la propria stagione preadolescenziale dei periodi estivi, quella delle corse in bicicletta, delle strade di campagna, delle ginocchia sbucciate, delle esplorazioni, delle visite alle case abbandonate, delle storie sui fantasmi, della costruzione di case riparo, delle prove di coraggio, dei riti, patti o promesse per rinsaldare il legame di amicizia e giurare eterna fedeltà. Chi ha avuto la fortuna di vivere tali esperienze, leggendo il romanzo di Gianluca Piattelli, senza rendersene conto, farà sicuramente un piacevole viaggio indietro nel tempo, quando il presente era l’unica cosa importante e ci si immergeva in esso vivendolo con la sensazione di pienezza e gratificazione tipica di quella età. Forse è vero ciò che sostengono in tanti… e cioè che le migliori amicizie ed esperienze sono quelle che appartengono a tale periodo perché puro, incontaminato, genuino. A raccontare la storia dei Ganzi in realtà è uno di loro, Alex, ormai quarantenne, alternando al ricordo di quell’età allegra e scanzonata la delusione per la vita adulta presente, colma di problemi e sofferenze e nel suo caso specifico di un dilaniante senso di colpa. Esisterà un modo per riportare gli amici ormai adulti e disillusi alla spensieratezza di un tempo? Quanto sarebbe bello poter tornare materialmente a quei dodici anni in cui ogni cosa sembrava leggera e possibile, liberandosi dai fardelli dell’età adulta…
Accade spesso, come in questa storia raccontata da Gianluca Piattelli, che si decida per qualche motivo di rintracciare gli amici di un tempo, temendo però il confronto perché magari la propria vita non è andata come doveva e non siamo quelle persone felici o per lo meno serene che avremmo voluto essere, così come capita che si rimanga sorpresi nel constatare che anche per gli altri amici, purtroppo, la vita non è stata così prodiga o clemente. La vita adulta, si sa, a volte riserva situazioni spiacevoli come per i protagonisti della storia in questione… ma Gianluca Piattelli riesce sempre a stupire, a escogitare quella possibilità, a intravedere quella luce in fondo al tunnel capace di apportare un cambiamento.
In tutti i racconti dell’autore c’è sempre un elemento misterioso, magico, che in qualche modo interviene a modificare in positivo le sorti dei protagonisti. Anche in questo racconto esiste l’aspetto magico, qualcosa che ha a che fare con quell’energia invisibile che spesso ignoriamo o dimentichiamo perché non siamo più abituati a guardare il mondo e ad affrontare le cose con la stessa convinzione e determinazione della tenera età.
La scrittura è scorrevole, interessanti sono i dialoghi. La narrazione è fluida e invitante, le scene sono ben costruite così come la descrizione di luoghi e situazioni. Una storia di amicizia capace di resistere al tempo e alla separazione, narrata facendo commuovere, sorridere e riflettere.
Credo che questo romanzo – ‘dedicato’ agli amici di un tempo e forse ‘inconsapevolmente’ e maggiormente ad una persona importante – sia la risposta al senso di colpa, del quale parla l’autore nella postfazione, da parte di quel qualcosa di invisibile che alberga lassù. In fondo la scrittura – non dimentichiamolo – è per gran parte ispirazione di provenienza misteriosa che, consentendoci di connetterci e comunicare con tutto l’universo, nelle sue varie forme e dimensioni, attraverso la sua energia, parla la lingua del cuore, la stessa con la quale Gianluca Piattelli incanta il lettore con questa storia.
Valeria Puddu
Ho appena finito di leggere “Blum” di Gianluca Piattelli. Ho trovato una scrittura così evocativa che mi ha trasportato in un mondo pieno di emozioni e riflessioni profonde.
La storia è un vero viaggio nell’anima umana, che esplora le sue fragilità e le sue forze. I personaggi sono così ben descritti che è impossibile non affezionarsi ed empatizzare con loro. Ogni pagina è intrisa di umanità e la scrittura suggestiva dell’autore rende tutto ancora più appassionante.
Troviamo un gruppo di persone, amici dall’adolescenza, che affrontano sfide che spesso la vita ci riserva. Il loro percorso è raccontato da immagini potenti e atmosfere incantevoli. Mi sono sentita completamente immersa in quel mondo.
Un’altra cosa che mi ha colpito è come l’autore affronta temi profondi con tanta delicatezza e sensibilità. Non ha paura di esplorare le parti più oscure dell’esperienza umana, ma lo fa sempre con un senso di speranza e redenzione che rimane con te anche dopo aver finito la lettura.
Gianluca Piattelli ha creato un’opera che merita davvero di essere scoperta e che, non solo intrattiene, ma anche ispira e commuove. Un capolavoro che lascia un’impronta duratura nel cuore e nella mente. Consigliatissimo!
Andrea Del Maestro
L’autore stavolta affronta alcuni temi biografici, cosa insolita per lui, e se la cava bene. Amicizia, sogni giovanili, delusioni e rinascite. Ci si affeziona ad ogni personaggio, ognuno dei quali potrebbe essere il protagonista di un proprio romanzo. Sono presenti argomenti drammatici, come malattia, violenza, degrado sotto varie forme. La storia scorre bene e il linguaggio in alcuni tratti è poetico. Ci si emoziona e si riflette.
Elisa Mangiola
Mi ha fatto tornare indietro alla mia giovinezza, mi è sembrato di rileggere uno dei romanzi della “Banda dei cinque”. Belli i personaggi, fantastico Trippy. Un bel viaggio, reso piacevole dal montaggio del racconto. Grazie! Auguro uno specchio a tutti.
Antonio Pettinato
Sei personaggi in cerca di…autore!
E l’autore l’hanno trovato e si chiama Gianluca Piattelli.
L’artificio letterario che l’autore, magistralmente, usa è quello del flash back, per un periodo temporale di trent’anni: 1988 e 2018. Ed è proprio in quest’arco temporale che si dispiegano le vicende esistenziali della Combriccola dei Ganzi, gruppo di ragazzi-amici di un borgo toscano legati tra loro da un patto di amicizia, suggellato da una simpatica formula, che sarebbe dovuto durare, e durerà, per tutta la vita.
L’autore delinea le vicende, sia singole, sia di gruppo, con maestria e penna da autentico scrittore immettendo nei racconti, anche quelli più tragici, elementi di leggerezza ed ironia che ne affievoliscono la drammaticità.
Se, come sostiene Proust, lo scrittore il libro ce l’ha dentro e lo deve solo “tradurre”, bisogna riconoscere che Piattelli è riuscito a fare una bella, anzi bellissima “traduzione” del libro che aveva dentro riuscendo a caratterizzare i personaggi e le loro storie con tutti gli elementi umani ed esistenziali che nelle due fasi temporali li connotano: Trippy, fratello di Giada con i suoi problemi psicofisici; la giovane Giada che sta sbocciando verso la femminilità; Cino con la passione della meteorologia; Alex con i suoi “tormenti” esistenziali; Pietro forte e coraggioso, per ritrovarli, dopo trent’anni: chi col cancro al polmone; chi picchiata dal suo compagno; chi alcolista; chi ad essere invischiato in problemi di traffico di droga.
In tutte le occasioni e per tutti i personaggi sia adolescenti, sia dopo, nel mezzo del cammin di nostra vita, l’autore, a mo’ di pittore, usa la penna come un pennello col quale riesce a dipingere quadri d’autore, fatti di leggere e dolci pennellate ma anche di forti spatolate. Il tutto in prefetto equilibrio.
Anche nei passaggi più profondi, soprattutto nella seconda parte, quando gli amici superstiti devono decidere cosa fare e quali vie percorrere nell’età che segue, l’autore, aristotelicamente, riesce “a pensare complesso, ma a scrivere semplice”, cosa non facile ma che all’autore riesce molto bene!
Mi piace qui riportare un breve passo del libro in cui l’autore descrive, con vere pennellate d’autore, la situazione di ogni componente la Combricola dei Ganzi dopo i trent’anni dalla sua naturale dissoluzione adolescenziale; “Il ritorno a casa è fatto di pensieri tristi: Cino e il tumore, Giada e quel bastardo di Federico, Pietro che ha perso un figlio ed è un cornuto consapevole, Guido che ha buttato via la droga e ora teme rappresaglie, Trippy che non c’è più. Ed io, che mi getto nell’abisso dei sensi di colpa e mi schianto al suolo senza paracadute. Per fortuna l’alcool è un tappeto erboso su cui atterrare”.
Mi è piaciuto molto, infine il concetto di vita che l’autore ci propone: “La vita è una massaia: prende alcuni ingredienti dalla dispensa, li infila nel frullatore del tempo e preme il pulsante, Siamo una centrifuga di pensieri, incontri, amori perduti, amicizie finite, botte, schiaffi, cadute, ansie, paure, fragilità.”
Mi guardo bene dal tentare di inserire questo libro in un “genere” poiché sono nettamente contrario a questa pessima abitudine dei critici letterari: un romanzo, di solito, contiene più “generi” e il libro di Piattelli ne contiene più di uno, quindi, è un bellissimo romanzo che merita destini non solo “faceboochiani!”
Il libro scorre e fluisce ed è scritto con perizia formale.
Io l’ho letto in una nottata (insonne): ne è valsa la pena!
Jlenia Mugnaini
Un breve romanzo di formazione e disincanto, il cui titolo, oltre ad essere l’acronimo delle iniziali dei cognomi di un gruppo di adolescenti protagonisti, e soprattutto un patto d’amicizia che lega Alex, Cino, Guido, Pietro, Giada e Trippy. Li conosciamo dodicenni, spensierati, a caccia di avventure e li ritroviamo da adulti, alle prese con problemi seri: un tumore, l’alcolismo, la perdita di un figlio, una compagna che tradisce, un compagno che alza le mani, la disabilità. La voce narrante è quella di Alex, in prima persona, che decide di riunire il gruppo per scoprire che tutti condividono lo stesso sogno di voler tornare a quell’età di ingenuità e spensieratezza. Il titolo crea un’assonanza con la pronuncia della parola inglese “bloom” traducibile come “fiorire” e questo ci fa riflettere su come il passaggio dall’età dell’innocenza a quella adulta non sia sempre facile e all’altezza dei propri desideri. Il rischio è di scoprirsi ingrigiti, arresi, svuotati di speranze. La cura può essere tornare bambini? Fosse possibile, sì. Ma forse occorre saper lavorare su sé stessi, perdonare, ammettere le proprie debolezze, prendere le distanze da chi ci ferisce e concedersi una seconda possibilità. Con una scrittura lineare e ricca di trovate descrittive suggestive, l’autore ci regala una storia commovente e riflessiva. È inevitabile richiamare alla mente il proprio vissuto, rispecchiandosi nella purezza e nell’intensità descritte, delle esperienze dell’adolescenza quando gli amici erano il nostro rifugio sicuro. Ma è altrettanto facile ammettere di riconoscere la delusione o il senso di colpa per non essere stati in grado di portare avanti legami che un tempo sembravano indissolubili.
Angelica Lagrotta
Una bella sorpresa ancora una volta con Blum, opera di Gianluca Piattelli. Il romanzo si alterna nei capitoli dall’estate del 1988 a quella del 2018, il luoghi li conosco bene, sono quelli che ho vissuto. Mi ha riportato agli anni più belli della mia infanzia, con le sue musiche e i suoi momenti magici. Ha saputo raccontare la vera amicizia, che non passa neanche dopo trent’anni, coinvolgenti le sue descrizioni, molto accurate sia dei personaggi che dei paesaggi. Anche in questo un pizzico di mistero che non guasta mai e ci permette per un attimo di sognare. Sono personaggi veri, con problemi che purtroppo viviamo nel quotidiano, ha toccato vari temi importanti e sicuramente spinge a riflettere. Lettura consigliata!